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L'infinita vanità del tutto Full Album Lyrics

Coil Commemorate Enslave - L'infinita vanità del tutto cover art
Band
Album

L'infinita vanità del tutto

(2014)
TypeAlbum (Studio full-length)
GenresBlack Metal
Album rating :  –
Votes :  0
Lyrics > C > Coil Commemorate Enslave Lyrics (7) > L'infinita vanità del tutto Lyrics (7)
Submitted by level 21 록스타 (2017-12-07)
1. Intro (0:46)
2. Amarissima allor la ricordanza (7:07)
Tristi giorni infidi e stanchi, stammi vicino
Chiusi alla luce omai questi occhi tristi
Vive quel fuoco ancor vive l'affetto

Vive l'affetto
Quiete e silenzio

Rotto e delirio il sonno venia manco, stammi vicino
Chiusi alla luce omai questi occhi tristi
Vive quel fuoco ancor vive l'affetto

Vive l'affetto
Quiete e silenzio

Amarissima allor la ricordanza
Preso a qual t'era noia ogni contento

Inquieto, stanco e avvilito vedovo ormai
Inquieto, stanco e avvilito vedovo ormai

E rimembrando

Corroso delirio inaspettati istanti
L'acerba speranza giace per sempre
I triste e cari moti del cor
L'acerba speranza giace per sempre.
3. Chiamata fosti lamentata e pian (7:43)
Preso alla fin di sua dimora in terra
Giacea consalvo
Disdegnoso un tempo del suo destino
E gli pendea sul capo l'oblio
A consolar il suo stato nel costante pensiero
Sostegno e cibo dell'infelice amante
Quella che sola e sempre eragli a mente
Ma ruppe alfin la morte il nodo
Antico alla sua lingua, lei già mossa a partir presa per mano

Elvira addio non più ti vedrò
L'ora omai ti sforza
Ordunque addio, mi si divide il core
In questo dir, dimmi elvira
Un bacio non vorrai tu donarmi?
Un bacio solo in tutto il viver mio

Le fredde labbra supplicando afflisse
E fiso il guardo ove l'estrema lacrima rilucea

Ultimi palpiti della morte e dell'amore
Morrò contento del mio destino omai

Or tu vivi beata e il mondo abbeli
Con le tue sembianze.
4. Mia lacrimata speme (4:43)
o natura chi sei cosa cerchi dai miseri corpi
la fida speranza è perita, l'incombente illusione svanita
perchè p non rendi quel che prometti allor?
perché di tanto inganni i figli tuoi?
questa è la sorte delle umane genti
questo è quel mondo quel morboso cammino
ignara matrigna ascolta i lamenti dei figli
tuoi assorti e mal contenti
perché non rendi quel che prometti allor?
perchè di tanto inganni i figli tuoi?
questa è la sorte delle umane genti
questo è quel mondo quel morboso cammino
ignara matrigna ascolta i lamenti dei figli
tuoi assorti e mal contenti
questa è la vita?
un meccanismo insensato
ora è il tempo, di rimembrare
di capire e annunciare.
5. C.C.E Part 2 (7:26)
qui passo gli anni miei
abbandonato,occulto,senz'amor senza vita

qui di pietà mi spoglio e di virtudi non ricordo

la gente morta al sempiterno oblio
ividio

sento serrarmi il coro
non ha la vita un diletto inutile miseria

tra lo stuol dei malevoli
divengo, aspro a forza io mi rendo

ignaro del mio fato la mia vita con la morte
avrei cambiato

la gente morta al sempiterno oblio invidio

sento serrarmi il cor
non ha la vita un diletto inutile miseria

l'umama etate come destina il ciel nostra ventura
di giorno in giorno dura

fugaci giorni, singhiozzi, lacrime amare
inutili speranze

non ha la vita un frutto inutile miseria
alla morte inchina d'amor la disciplina

Luce de lgiorno ti perdo
senza un diletto, inutilmente

in questo soggiorno disumano
o dell'arida vita, unico fiore

unico fiore

hai tu passasti eterno sospir mio e fia compagna

hai tu passasti eterno sospir mio e fia compagna
d'ogni mio vago immaginar

unico fiore...

hai tu passasti eterno sospir mio e fia compagna

hai tu passasti eterno sospri mio e fia compagna
d'ogni mio vago immaginar
6. Il tramonto della luna (5:08)
sopra campagne inargentate e acque
mille vaghi aspetti fingon ombre lontane
giunta al confin del nell'infinito seno
scende la luna e il mondo si scolora
spariscon l'ombre e il monte imbruna
il mondo si scolora, orba la notte resta
tal si dilegua e tale lascia l'età mortale la giovinezza
in fuga le sembianze e vengon meno le lontane speranze
troppo felice e lieta nostra misera sorte parve la sù
troppo mite decreto quel che sentenzia ogni animale a morte
Sanco mezza la via della terribil morte assai più dura
incolume il desio, la speranza estinta
secche le fonti del piacer, estrem di tutti i mali
tal si dilegua e tale lascia l'età mortale la giovinezza
in fuga le sembianze e vengon meno le lontane speranze
voi natural radure orfane gran tempo non resterete
che d'altra parte vedrete il cielo imbiancar nuovamente
e sorger l'alba, ma la vita mortal poiché la giovinezza sparì
non si colora d'altra aurora giammai.
7. Amore e morte (7:34)
sorvolano insieme la via mortale, codesti fratelli
nasce dall'uno il bene.

Il piacere maggiore.
l'altra ogni gran dolore, ogni gran male annulla,
dolce fanciulla, non come ti dipinge la codarda gente

primi conforti d'ogni saggio core
amore e morte fermano il dolore

quando novellamente nasce nel cor profondo,
un amoroso affetto, languido,
languido e stanco con esso

un desiderio di morir si sente, come non so
ma tale d'amor vero e possente, è il primo effetto

inabitabile è la terra
senza questa infinità felicità che il mio pensier figura

il mio cuore brama quiete, quante volte implorata
con desiderio immenso morte, sei tu dall'affanoso amante

quante notti abbandonando all'alba il corpo
stanco, non tornerei a veder l'amara luce

e nell'indotta mente, la gentilezza del morir comprendo
non può forza mortale, sostener il mio corpo

e tu pietosa morte, cui già dal cominciar degli anni
sempre onorata invoco
non tardar più, o dell'età regina

ai fervidi ai felici, amore o morte conceda il fato ingrato

io posso solo aspettar sereno quel di ch'io pieghi
addormentando il volto nel tuo virgineo seno
8. Lentae Genistae (5:58)
lentae genistae i tuoi cespi odorati
intorno spargi
sull'arida schiena del formidabil monte
ora ti rivedo in questi luoghi tristi
dove tu siedi o fior gentile
commiserando i danni altrui
a queste piagge venga colui che esalta l'umano stato
e veda quanto a l'amara natura il gener nostro è in cura
secol superbo e sciocco e volti addietro i passi del ritornar ti vanti
la libertà tu vai sognando, ma intanto lasservi...asservi al dogma il pensier!
non io mi machierò di tal vergogna, ma solo disprezzo
ardera nel mio petto
che sembri allor o prole dell'uomo?
e rimembrando il tuo stato
non so se il riso o la pietà prevale
il tuo favoleggiar
non so se il riso o la pietà prevale
e tu lenta ginestra anche tu presto soccomberai, ma più saggia e meno inferma dell'uomo morirai.
9. A se stesso (12:58)
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